Scambi e prestiti lessicali tra l'antico ed il moderno nelle principali lingue europee

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Tedesco ed Inglese

 

 

Origini della lingua tedesca:

La storia della lingua tedesca incomincia propriamente con le più antiche opere letterarie pervenuteci, cioè nel VIII secolo dopo Cristo. Ma le ricerche scientifiche nel campo linguistico sono riuscite a stabilire l’esistenza di una lingua precedente, l’Urgermanisch, dalla quale sono derivate tutte le lingue germaniche. Fanno parte delle lingue germaniche: inglese, tedesco, frisone, olandese, svedese, danese, norvegese, islandese, yiddisch, afrikaans e gotico (oggi estinto).

L’Urgermanisch è a sua volta un ramo di un più esteso ceppo linguistico, l’indoeuropeo o indogermanico. L’indoeuropeo come lingua è sconosciuto, perché non ne esistono monumenti letterari. La lingua che gli si avvicina di più, perché è la più antica delle indoeuropee ed alla quale ci si rivolge come punto di riferimento, è il SANSCRITO o medio-indiano, lingua fiorita in India alcuni secoli prima di Cristo.

Sono stati individuati due fenomeni essenziali nella storia delle lingue germaniche e del tedesco:

  • Il distacco del germanico dall’indoeuropeo, compiutosi con grande lentezza attraverso i secoli e definitosi verso il 500 a.C..

I due processi fondamentali che caratterizzano questo fenomeno sono:

La prima rotazione consonantica (scoperta dal filosofo tedesco Jakob Grimn) e la legge di Verner (scoperta dal filosofo danese Karl Verner) La prima rotazione consonantica (scoperta dal filosofo tedesco Jakob Grimn) e la legge di Verner (scoperta dal filosofo danese Karl Verner)

  • Il distacco del tedesco dal germanico, fenomeno che ha probabilmente origine nel V o VI secolo d.C. in area Alpina e che si estese poi verso Nord diminuendo di intensità.

Il processo più importante relativo al questo secondo fenomeno è la seconda rotazione consonantica.

Si tratta di notevoli trasformazioni nel sistema consonantico che caratterizzano le lingue germaniche e la lingua tedesca e di cui vogliamo evidenziare solo alcuni esempi ancora oggi molto evidenti e sorprendenti

I ROTAZIONE CONSONANTICA (1) (distacco del germanico dall’indoeuropeo): (1) (distacco del germanico dall’indoeuropeo):

le occlusive sorde (p, t, k, kw) diventeranno (f, þ, h, hw)

Es: lat: pater > gotico: fadar (riconoscibile oggi soprattutto nell’inglese father)

Lat: pedis > gotico: fot (riconoscibile oggi nell’inglese foot e nel tedesco Fuß)

le occlusive sonore (b, d, g, gw) diventeranno (p, t, k, kw)

Es: lat: duo > gotico: twa (riconoscibile oggi nell’inglese two)

le sonore aspirate (bh, dh, gh, gwh) diventeranno occlusive sonore semplici (b,d,g,g/w)

Es: i.e.: ghostis > lat: hostis > gotico: gasts (riconoscibile oggi nell’inglese guest e nel tedesco Gast)

(1) Il greco e il latino si usano come riferimenti per l’indoeuropeo, il gotico per l’Urgermanisch, anch’esso non ricostruibile.

II ROTAZIONE CONSONANTICA( distacco del tedesco dal germanico):

Assistiamo al passaggio da p à d

th à d

antico ingl. broÞar

ingl. brother

a.a.t. bruder

ted. Bruder

ingl. death

ted. Tod

Assistiamo inoltre al passaggio da d à t

antico ingl. God

ingl. God

a.a.t. Got

ted. Gott

ingl. death

ted. Tod

Caratterizza l’inglese rispetto al tedesco la scomparsa delle nasali davanti ad h (s,f,ph,th,h)

ted. fünf

ingl. five

ted. gans

ingl. goose

ted. ander

ingl. other

Le consonanti del germanico (p,t,k) in determinate condizioni diventeranno:

pf, (t)z, kch, (ch)

got. pund

ingl. pound

a.a.t. pfund

ted. Pfund

got. hilpan

ingl. help

a.a.t. helpfan

ted. helfen

antico ingl. aeppel

ingl. apple

a.a.t. apful

ted. Apfel

antico ingl. settian

ingl. set

a.a.t. setzan

ted. setzen

Oppure diventeranno rispettivamente:

f,z,hh(ch)

antico ingl. slapan

ingl. sleep

a.a.t. slafan

ted. schlafen

antico ingl. watar

ingl. water

a.a.t. wazzar

ted. Wasser

antico ingl. heorte

ingl. heart

a.a.t. herza

ted. Herz

antico ingl. makon

ingl. make

a.a.t. mahhon

ted. machen

antico ingl. skip

ingl. ship

a.a.t. skiff

ted. Schiff

Per tutto il periodo antico manca una lingua unitaria: i monasteri, le sedi vescovili, le abbazie costituiscono altrettanti centri di creazione e innovazione linguistica, anche se vi sono naturalmente scambi reciproci e il minimo comune denominatore tedesco assicura l’intercomprensione tra zone anche lontane fra loro.

Si suole dividere la storia del tedesco in tre periodi:

antico alto tedesco (dalle prime documentazioni, sec. VIII, al 1050);

medio alto tedesco(dal 1050 al 1500);

nuovo alto tedesco(dal 1500 in poi).

PRESTITI LINGUISTICI DALL’INGLESE E AMERICANIZZAZIONE DELLA LINGUA TEDESCA

Anche la lingua tedesca, come del resto tutte le lingue vive, ha subito e continua a subire tuttora l’influenza di altre lingue i cui termini si infiltrano nella parlata viva, nella lingua giornalistica, in quella tecnica, ecc. Quest’infiltrazione di termini stranieri si è fatta sensibile, in Germania, specialmente dopo il 1945 e caratterizza l’"americanizzazione" della lingua tedesca.

Abbiamo così per esempio Jeans, Look, Motel, Party, Show, Supermarket, First Lady, Pressur Group, Computer, Hi-fi, Radar, Transistor, ecc., tutti termini che vengono normalmente usati dai giornali e dalla radio e che sono in gran parte entrati nella lingua parlata.

Da notare pure che il plurale di questi termini viene fatto "all’anglosassone", cioè con la s finale, per esempio Tests, Hits, ecc..

I prestiti linguistici (Lehnwort) sono vocaboli ed espressioni provenienti da altre lingue, entrati a far parte stabilmente di un nuovo sistema linguistico. Nel lessico tedesco contemporaneo il fenomeno dei prestiti ha assunto proporzioni rilevanti dato il numero crescente d’anglicismi e americanismi, che entrano costantemente nella lingua. E’ significativo che in tedesco una delle parole più usate ultimamente sia Multimedia, un vocabolo d’origine straniera, preso a prestito dall’inglese americano, di origine latina, usatissimo da chi opera in campo informatico e non solo.

Prendiamo in esame alcune parole inglesi, entrate nella lingua tedesca che fin dal XVII sec. non sono state adattate e mantengono la loro forma originaria, ad esempio:

Dall’inglese (Dal XVII sec. al XX sec.)

XVII sec.

Pudding

der Pudding

Parlament

das Parlament

XIX sec.

Hygiene

die Hygiene

Start

der Start

Streik

der Streik

Whisky

der Whisky

XX sec.       Dall’Americano (Dal XX sec.)

Shorts die Shorts

Pullover

der Pullover

Tennis

das Tennis

Couch

die Couch

Computer

der Computer

Jeans

die Jeans

Crashtest

der Crashtest

Espresso

der Espresso

Happening

der Happening

Fast food

der Fast Food

Jazz

der Jazz

Pants

die Pants

T-shirt

das T-Shirt

Trendy-Look

der Trandy-Look

Kids

die Kids

Fashion Style

der Fashion-Style

Rollerblades

Rollerblades

Snowboards

die Snowboards

Boots

die Boots

 

  • N.B.:

Le parole comeT-Shirt, Jeans, Trend Look, Shorts, Rollerblade, Boots, sono lemmi del dizionario poiché sono ormai integrate a pieno titolo nel patrimonio lessicale tedesco; le altre continuano ancora ad essere percepite in qualche misura come straniere, anche se si stanno diffondendo sempre più.

Altre presentano vari adattamenti fonici o morfologici (Lehnwörter) cioè trasformate seguendo l’ortografia e la pronuncia tedesca, ad esempio:

Inglese

Tedesco

Photograph

der Fotofgraf

Mikrophon

der Mikrofon

Geographie

die Geografie / die Geographie

Joghurt

der Jogurt / der Joghurt

Ketchup d

er Ketschup / der Ketchup

Panther

der Panter / der Panther

Come si può notare le parole inglesi e americane penetrate nel tedesco riguardano in particolare determinati ambiti, per esempio quello dell’informatica, della pubblicità, della moda, dello stile di vita, ecc…Esse si sono imposte grazie al prestigio economico e culturale degli USA, nonché alle caratteristiche di brevità, concisione, freschezza che le rendono decisamente preferibili alle corrispondenti parole tedesche e soprattutto più adatte alla comunicazione rapida ed essenziale nella nostra epoca.

Proponiamo ora il seguente articolo tratto dal quotidiano "die Welt" (06.01.1999) che commentando un articolo comparso sulla stampa francese, riassume molto efficacemente il problema degli americanismi nel tedesco.

  • "Der Virus des Denglisch"

Il virus del "Denglisch" è ormai un fenomeno sempre più frequente nella lingua tedesca. Scrive ironicamente il francese "Figaro" - "La lingua inglese ha cannibalizzato la lingua tedesca" - questo per indicare che i tedeschi sempre più utilizzano espressioni e parole inglesi.

Il termine Beruf, lavoro, si è ormai sostituito con quello di "job". Alla radio viene trasmesso la "Super Power Hits". Non solo i Mass Media, ma anche la pubblicità ricorre a concetti inglesi. Così è stato chiamato "New Beetle" il nuovo maggiolone della Volkswagen, e la Telekom tedesca parla di "Moon- e Sunshine-Tarifen", "Citycall" e "Globalcall".

Berlino è la città, che più di tutte è stata travolta da quest’ondata di inglese.

Secondo il primo quotidiano nazionale francese, gli slogan in inglese raggiungono più facilmente la gioventù, perché più aperti e favorevoli alle novità.

In Germania, l’entusiasmo per le altre lingue è così forte che si formano addirittura parole nuove dal suono americano come "das Handy" (il cellulare) parola inesistente in inglese e americano (negli USA "cellular phone").Com’è noto, i francesi guardano con diffidenza la "Denglisch"; parlamentari, governo, tribunali e cultori della lingua si impegnano in tutti i modi per tutelare la lingua nazionale.

Parole inglesi che fanno parte della vita quotidiana in Germania, in Francia sono tabù e vengono sostituite con neologismi francesi (si pensi al "fax", detto "telecopie"!).

Ciò non sarebbe possibile in Germania, dove le influenze linguistiche provenienti dall’estero sono –per motivi storici- sempre benvenute.

"La lingua è una forma del sentimento nazionale. E dopo Hitler, tutto ciò che ha un rapporto con l’identità nazionale in Germania è tabù"

Lo scrittore tedesco Gottfried Benn (1886–1956) crea interessanti poesie nelle quali "attraverso le parole, le frasi, il caos dell’essere, acquista vita e senso". (Killinger)

Nel suo gioco con le parole accade che la lingua tedesca e quella inglese si intrecciano come nella poesia che segue:

BAR (1953) di Gottfried Benn

Flieder in langen Vasen,

Ampeln, gedampftes Licht

und die Amis rasen,

wenn die Sängerin spricht:

 

Because of you (ich denke)

romance had its start (ich dein)

because of you (ich lenke

zu dir und du bist mein).

 

Berlin in Klammern und Banden,

sechs Meilen eng die Town

und keine Klipper landen,

wenn so die Nebel braun,

 

es spielt das Cello zu bieder

für diese lastende Welt,

die Lage verlangte Lieder,

wo das Quartär zerfällt,

 

doch durch den Geiger schwellen

Jokohama, Bronx und Wien,

zwei Füße in Wildleder stellen

das Universum hin.

 

Abblendungen: Fächertänze,

ein Schwarm, die Reiher sind blau,

Kolibris, Pazifikkränze

um die dunklen Stellen der Frau,

und nun sigh zwei erheben,

wird das Gesetz vollbracht:

das Harte, das Weiche, das Beben

in einer dunkelnden Nacht.

  • DIFFERENZE LINGUISTICHE TRA L’EX DDR E L’EX BRD

Il muro di Berlino ha lasciato un'impronta anche nella storia linguistica.

Se esaminiamo questa storia più da vicino, bisogna tener presente che la Germania del fatidico anno 1961 era da tempo divisa, per cui si considererà separatamente il linguaggio usato dai due stati tedeschi, quello occidentale, la BRD e quello orientale, la DDR.

Nella storia della DDR la parola chiave "die Mauer" fu espressa dai quadri ufficiali solamente due volte.

Fu pronunciata la prima volta dallo stesso capo di stato Ulbricht, quando, tre mesi prima della chiusura dei confini, proclamò: "Niemand hat die Absicht, eine Mauer zu errichten", volendo smentire così la voce minacciosa che si stava divulgando nel paese provocando un numero sempre maggiore di fughe.

A partire dal 13 agosto 1961 però, la parola Mauer nella lingua ufficiale dei mezzi di comunicazione della DDR fu per tutto il tempo proibita e sostituita dall'espressione "antifaschistischer Schutzwall" coniata nel 1961 da Horst Sindermann. Infatti, il muro proteggeva quello stato da influssi pericolosi come la violazione del confine, il mercato nero e soprattutto era un mezzo intimidatorio contro lo spionaggio e il sabotaggio.

L'aggiunta della specificazione antifascista è sintomo di goffaggine storico-linguistica che faceva parte del disegno di propaganda antioccidentale del partito.

Infatti, nonostante l'ampio uso d’eufemismi nel linguaggio politico della DDR, la suddetta definizione ufficiale mostra, secondo Hans H. Reich, un evidente scopo propagandistico, più che essere una circonlocuzione pensata per celare o attenuare le reali conseguenze del muro.

Ciò è evidente anche dalla documentazione mirata dei mass media della DDR riguardo al 13 agosto 1961.

I commenti radiofonici in quella domenica trasmettevano messaggi di propaganda antioccidentale allo scopo di convincere la popolazione che era stato così scongiurato il pericolo proveniente dall'Ovest:

Per capire fino a che punto la parola Mauer fosse un vero e proprio tabù nella DDR, basti pensare all'impacciata formula che scelse Krach, l'ex-sindaco di Berlino Est, il 1/1/1990 in occasione dell'annuncio del definitivo smantellamento del muro. Per evitare l'espressione tanto in uso ad Ovest ed ormai da troppo tempo proibita così accuratamente all'Est, parlò di "dieses Betonartige".

Bisogna però anche tener presente che nella DDR c'era un grosso divario tra la lingua ufficiale e quella quotidiana, tanto che si poteva dire che fossero in uso due lingue diverse.

Dai risultati dello studio linguistico condotto da E. G. Riemschneider durante il suo soggiorno nella zona sovietica (detta anche semplicemente la Zona) nel 1964, emerge la constatazione che la maggioranza degli intervistati si atteneva alla terminologia diffusa dal regime. Ciò nonostante accadeva talvolta di vedere come ciò fosse forzato e le nuove parole non fossero ben acquisite come naturale mezzo d’espressione.

Lo stesso Dott. Gerhard Eissler, presidente del Comitato Radiotelefonico di Stato, il 12 agosto 1964, durante il telegiornale della sera, avendo nominato per sbaglio "die Mauer", interruppe il discorso ripetendo dall'inizio la frase, questa volta con l'espressione conforme al regolamento linguistico ufficiale.

Dai mass media e dalle rappresentazioni storiche della DDR il muro di Berlino veniva spesso chiamato "Friedensbauwerk" oppure Friedensgrenze.

Nella BRD, come nel resto del mondo occidentale, l'espressione più diffusa fu comunque, e rimane tuttora, "die Mauer".

Ciò non vietava però la nascita di spontanee associazioni d'idee, date le inaudite conseguenze che il muro portava con sé.

Ma proprio mentre si stavano normalizzando i rapporti della DDR nei confronti del mondo non comunista all'ombra del muro, questo cessò di essere una minaccia nel momento in cui venne preso d'assalto dalla rivoluzione pacifica che fece riabbracciare molti tedeschi proprio su quella piattaforma di fronte alla Porta di Brandenburgo.

 

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